Le Antiche Torri di San Pier d’Arena

Eventi

Le Torri di San Pier d’Arena

Fotografie e testi a cura di Franco Massa

Molti anni fa Genova veniva soprannominata “la Superba”, mentre San Pier d’Arena, prima di divenire definita nell’era industriale la “Manchester italiana” per la sua posizione, le sue numerose ville e i cantieri, navali fu una “piccola Svizzera”.

Qui venivano in vacanza i nobili ed i ricchi della Città che costruirono bellissime ville. Numerose di queste avevano torri a completare il loro stile architettonico; queste si aggiunsero alle altre, già presenti, torri di avvistamento militare, che erano di supporto ai forti collinari. Poiché San Pier d’Arena sorgeva fuori della cinta muraria di Genova ed in quel secolo si stava verificando un intensificazione delle scorrerie dei pirati barbareschi (nel 1560 anche Voltri era stata saccheggiata), si può supporre che la costruzione delle torri sia servita anche a scopo difensivo e rifugio delle famiglie aristocratiche Le prime sette, molte di esse ormai scomparse, pare fossero costruite attorno al 1300 con la funzione di avvistamento dal mare e sembra che dovessero essere posizionate ognuna a 300 metri l’una dall’altra a partire da Capo Faro, l’attuale Lanterna, sino alla foce del Polcevera. Delle molte in essere a quel tempo qualcuna ancora sopravvive intera o in parte, come rudere, a ricordo di un’epoca scomparsa.

Elenco delle torri di Sampierdarena esistenti e scomparse:

Torre del Labirinto (via Pietro Chiesan.17)

Torre del Canto (via Bombrini)

Torre di villa Domenico Spinola (Via C. Rolando,14)

Torre Villa Doria Istituto madri pie Franzoniane (via Dasten.9)

Torre di Villa Serra,Doria,Monticelli (via Daste34)

Torre dei Frati (via Sampierdarena65r. angolo via Raffetto)

Torre di villa Principe di Francavicini(Via Botteri presso ospedale Scassi)

Torre del Comune (in via Sampierdarena sorgeva dove è ora il Municipio) – non più esistente

Torre dei Balin(pallini), in via Paolo Reti

Torre di Villa Centurione-Tubino–Carpeneto (Piazza Montano,4).

Torre di Capo Faro (presso Lanterna) – non più esistente

Torre di Villa Pallavicino, sorgeva accanto alla Villa Pallavicini-Gardino – non più esistente

Torre di Crosa dei Buoi (oggi via Stefano Canzio, tra la piazza V. Veneto e via San Pier d’Arena) – non più esistente

Torre della foce del Polcevera (presso calata Doria) – non più esistente

Torre di Villa Grimaldi (c.so Martinetti 7 presso comandoCarabinieri)

Torre di Santa Maria della Cella (via della Cella- Via Sampierdarena) – non più esistente

Torre villa De Franchi Costa (via De Marini) – non più esistente

Torre di villa Negroni, Carpaneto, Moro – via Carpaneto3

  • Torre del Labirinto, ancora esistente, sia pur degradata, è comunque fra le meglio conservate; situata nel quartiere della Coscia, nascosta tra le case tra via Pietro Chiesa e piazza Barabino, è parzialmente visibile da quest’ultima. Il curioso nome deriva dall’intrico dei vicoli sui quali si innalzava. la Torre del Labirinto, curioso toponimo da imputare al “disordine urbanistico” degli edifici di questo rione che faceva parte del quartiere della Coscia. Un “acervo di strade” come lo definisce Giuseppe Revere nel 1858, “ove vanno a perdersi a volte certi marinai, i quali scampati alle burrasche del mare, per gli spalancati favori di certe femmine, lasciano qui sotto il timone, e malconce le altre parti della loro povera nave”. In questa zona nel 1800 gli abitanti della Coscia assaltarono con successo l’accampamento francese del generale Massena allo scopo di procurarsi viveri; era infatti in corso il blocconavale di Genova e la popolazione era ridotta alla fame. La torre, una delle poche ancora esistenti, è accessibile, da via Pietro Chiesa, superando un archivolto dotato di cancello e, seppur nascosta tra le case, è visibile da Piazza Barabino.

  • Torre del Canto, in via Bombrini, prende il nome dal rione del Canto, nella zona di ponente del quartiere, prossima all’area della Fiumara. Il termine Canto è traducibile con angolo e deriva probabilmente dall’osservazione che il territorio del quartiere aveva una forma triangolare, La torre ci giunge gravemente degradata,inglobata in un edificio industriale oggi adibito agli uffici Arpal, profondamente rimaneggiata e svuotata al suo interno, è stata trasformata nel vano di un montacarichi da uno stabilimento preesistente. Con la recente riqualificazione dell’area industriale della Fiumara, anche la torre è stata restaurata. Si trovava originariamente nei pressi di villa Cattaneo (demolita) e portava il nome dell’omonimoquartiere.
  • Torre villa Domenico Spinola. Similmente è ancora possibile ammirare la grande torre (Via C. Rolando, 12) della “fu” Villa Domenico Spinola, Essa fu costruita nel XVI secolo e nel 1757 risultava di proprietà di Domenico Spinola; come altre ville era affiancata da una grande torre merlata. Nel 1963 la villa è stata demolita e la torre inglobata dai moderni edifici trasformandola in abitazioni col risultato di stravolgerla completamente ed oggi conserva poco dell’originarioaspetto,
  • Quella a sei piani è la Torre Villa Doria Istituto madri pie Franzoniane (Via D’Aste 9) venne fatta costruire dalla famiglia Dorianel XVI secolo, ma a differenza di altre ville del quartiere, tutte disposte su un asse immaginario ben riconoscibile, questa è disposta in posizione angolata, nella parte inferiore di via NicolòD’Aste. Nel 1757 era abitata da Nicolò Doria (rammentato anche dal Vinzoni), ma al termine del XVIII secolo la villa venne ceduta alla famiglia Franzoni e l’abate Gerolamo Franzoni la donò alla Congregazione delle Madri Pie da lui fondata (da cui esse presero il nome) e che ancora vi risiedono. La torre, ottimamente conservata, conta a sei piani ed è dotata di cisterna per l’acqua al piano terra. Non è escluso sia antecedente alla villa. La torre nel contesto degli edifici addossati.Del progetto originale sopravvive l’edificio centrale e la torretta di difesa, mentre è aggiunta successiva il ninfeo del giardino, fatto erigere nel 1594 in occasione del matrimonio tra una Doria e CamilloPavese. Il parco della villa, anche se notevolmente ridotto rispetto all’originale, presenta ancora caratteristiche tipiche del gusto tardo-manieristaper le meraviglie artificiali e il richiamo a simboli astronomici ealchemici.
  • Torre villa Serra-Doria- Monticelli (via Daste 34 angolo via Della Cella) Si presume che sia edificata nel XVI secolo ma non si esclude possa essere del secolo precedente Non si conosce la data di costruzione né l’autore responsabile del progetto, ma i caratteri architettonici la riferiscono ad un epoca quattro – cinquecentesca. Questa datazione viene confermata sia dall’area territoriale in cui la dimora fu costruita (via Nicolò Daste) su cui già dal Trecento erano presenti altri insediamenti di villa; dalle dimensioni dell’edificio che appaiono più ridotte rispetto alle altre dimore edificate nel corso del Cinquecento; dalla grande loggia6 a quattro arcate estesa a tutto il piano nobile che attesta un tipo di architettura tipica delle ville più antiche e ad oggi costituisce uno degli esempi meglio conservati. La torre quadrangolare annessa alla villa, mostra una forma analoga a quella della Torre di villa Spinola posta lungo il percorso che si biforca verso la Polcevera. Questa similitudine architettonica potrebbe essere dovuta a una nuova fase di ristrutturazione dell’edificio avvenuta nel corso del XVI secolo per conferire un carattere più rappresentativo di residenza suburbana. Nel Cinquecento fu degli Imperiale; nel 1757 il proprietario risulta il marchese GiuseppeSerra, poi passò ai Doria ed infine ai Monticelli. Attualmente è trasformata in appartamenti. Il corpo della torre, a differenza del suo interno, è rimasto pressoché intatto. Un tempo la torre era staccata dal corpo della villa rimanendo nel giardino, l’edificio che li unisce era un fabbricato industriale d’epoca ottocentesca. La facciata principale con l’ingresso su Via Daste.
  • Torre dei Frati, tra l’antica Crosa Larga (via palazzo della Fortezza-via Prasio) e vico Raffetto, resiste allo scorrere del tempo. Incastrata tra gli edifici, ed inglobata nel cortile del civico 17 di via Sampierdarena è inglobata in un caseggiato di via Sampierdarena ed è parzialmente visibile da via Buranello; vi si accede attraverso un negozio. L’attribuzione della torre ai frati potrebbe derivare da possedimenti a lei circostanti dei monaci del romitorio della chiesa di S. Antonio o S. Antonino già esistente nella metà del XII secolo (entrambi scomparsi, erano ubicati allo sbocco dell’attuale Vico Stretto S.Antonio su Via Daste), o, più probabilmente, dei monaci del convento della chiesa di Santa Maria della Cella che inizialmente furono Canonici Regolari, poi si alternarono altri ordini ed infine dopo il 1600 gli Agostiniani.

  • Torre di villa Principe di Francavicini(Via Botteri presso ospedale Scassi) che si presenta come un massiccio baluardo cinquecentesco con basamento a scarpa e terrazza sommitale a sbalzo, priva di merlature. La mancanza della villa originale (distrutta nel 1911) non ha potuto chiarire i dubbi sulla sua reale appartenenza. Si è ipotizzato, infatti, che la Torre dell’Ospedale, come viene attualmente indicata, essendo, dal lato ponente, molto vicino al parco di Villa Imperiale Scassi, sia stata erroneamente attribuita a quest’ultima e che sia, in realtà, da ascrivere alla dimora nobiliare perduta del Principe di Francavici. Questo termine toponomastico non esiste perciò è da ritenere un errore di trascrizione del geografo; è molto probabile che il termine corretto sia Francavilla. È probabile che si tratti della famiglia Imperiale (un ramo di quella che ha costruito la villa adiacente di ponente, ora scomparsa) infatti questa Casafu decorata nel 1639 del titolo di Principe di Francavilla ed il primo a fregiarsene fu Michele Imperiale.
  • Torre del Comune. In via Sampierdarena, dove è ubicato l’attuale Municipio, si ergeva un’altra costruzione: la Torre del Comune. Umida e poco confortevole, perché posta su un piccolo promontorio prospiciente il mare, non era normalmente presidiata, ma comunque dotata di cannoni. Trasformata nel ‘500 in una struttura più solida a pianta quadrata denominata “il Castello”, due secoli dopo era nuovamente fatiscente tanto che fu necessario dotarla di una casetta in mattoni sulla sommità, per ospitare le guardie della Sanità. Da ciò si deduce che la sua funzione difensiva sia stata, sempre, marginale e persa già da tempo quando, nel 1852 ne venne decretato l’abbattimento definitivo per la costruzione della sede comunale. Dell’antico edificio rimane la fronte bassa sul lato a mare, resa praticamente invisibile da una struttura sovrastante e solo, in pochi punti, si intravedono le antiche pietre che affiorano sotto l’intonaco scrostato.
  • Torre dei Balin(pallini), in via Paolo Reti era un alto pinnacolo ad uso industriale, oggi ridotto ad un mozzicone malfermo (è stata ridimensionata in altezza). La sua non è una storia di nobili lustrini, ma di duro lavoro; nell’Ottocento qui veniva lavorato il piombo. È una torre ad uso industriale costruita verso la fine del XIX secolo. Il suo nome deriva dal processo di formazione dei pallini che consisteva nel far cadere dall’alto piombo fuso in un setaccio e da questonell’acqua.
  • Torre di Villa Centurione-Tubino–Carpeneto (Piazza Montano,4). La villa fu fatta costruire dal nobile Cristoforo Centurione1 casata che vantava altre proprietà nel borgo di Sampierdarena2. Il palazzo rimase alla famiglia sino al 1757 come documenta la planimetria di Matteo Vinzoni, che la indica del Mag.co Filippo. Nella seconda metà dell’Ottocento passò ai Tubino e poi ai Carpaneto. Nel 1859 passò alla famiglia Tubino e nel 1875 a quella dei Carpaneto. In questa villa risiedeva Ippolito Centurione che a capo delle milizie sampierdarenesi si oppose al tentativo di sbarco dei Francesi durante il bombardamento navale di Genova. E’ dotata di torre cinquecentesca pseudo medioevale incorporata nel retro probabilmente preesistente. Attualmente la dimora non è più residenza patronale, è stata per un periodo sede della Scuola Materna Statale Bacigalupo mentre il pian terreno ancora oggi ospita esercizi commerciali.
  • Torre di Capo di Faro, era una torre di guardia, scomparsa – La prima torre, partendo da levante, avrebbe dovuto trovarsi presso il Capodi Faro; oggi non è più rintracciabile sul sito ma su due vedute del XV-XVI secolo compare la chiara silhouette di una torre che in effetti sembra controllare il litorale di San Pier d’Arena ed è perciò possibile che facesse parte del suo sistemadifensivo
  • TorredivillaPallavicino,torrediguardia,scomparsa,Villaesistente,torre demolitaQuestavillafucostruitanellasecondametàdelXVIsecoloperla famigliaPallavicinochelatennefinoagliinizidelXXperpoicederlaaiGardino. Avevailfronteconingressosullatosudederacircondata,soprattuttosullato retrostante,daunampiogiardino.Sullatodilevantesierigevauna alta torre ormai scomparsa sorgeva accanto alla villa Pallavicini-Gardino, ancora esistente nell’Ottocento. Pur strutturalmente identica alle torri pubbliche, non è accertato chiaramente se fosse una di queste o una torre seicentesca di pertinenza della dimora nobiliare, data anche la vicinanza con la successiva torre delLabirinto.
  • Torre della Crosa dei buoi. Oltre le altre torri, alcuni storici ipotizzano l’esistenza di una torre nellazonadella   “Crosa dei Buoi” (oggi viaStefanoCanzio,tralapiazzaVittorioVenetoeviaSanPierd’Arena).Qui avrebbe dovuto trovarsi tra la Torre del Canto e la scomparsa Torre della Cella, perché si sarebbe trovata nel rione Crosa dei Buoi che è il terzo rione del quartiere del Canto (gli altri due erano Fiumara eCrociera).
    1. Torre della Fiumara o foce del Polcevera. Questa si suppone fosse situata alla foce del Polcevera, ma senza elementi a supporto di questa teoria. Ciò quantomeno significa che quello eraun punto di possibile sbarco e quindi doveva essere controllato; perciò, non è improbabile che anche qui sorgesse una torre di avvistamento anche se in epoca medievale era una zonaspopolata.
  • Torre di Villa Grimaldi (c.so Martinetti n.7) Non esistono notizie relative alla data di costruzione, solo dalla mappa del Vinzoni sappiamo che l’edificio viene riferito al XVII secolo, ma i caratteri architettonici di derivazione alessianae la posizione collinare attestano un’origine anteriore. Ora è adibita a caserma deiCarabinieri.
  • Torre di Santa Maria della Cella. La Chiesa di Santa Maria della Cella fu edificata tra il 1206 e il 1213 come chiesa gentilizia della famiglia dei Doria che ottenne il giuspatronato della cappella maggiore, trasformata nel corso del XVI-XVII secolo in sacrario di famiglia. A questa data, si aggiungono altre importanti modifiche quali la sistemazione degli altari, delle tombe, e l’edificazione della cupola che risale al1639.
  • Torre Villa De Franchi Costa (via De Marini 12) L’edificio sorgeva all’estremità orientale del borgo, presso l’attuale via De Marini ed aveva alle spalle un ampio giardino all’Italiana4che giungeva fino alla palazzata a mare. Nella planimetria del 1757 si documenta la presenza di una torre attigua, che non compare più nelle mappe successive; certamente parte di quel fittissimo sistema di difesa e di avvistamento del borgo che connotava altre ville della zona.
  • Torre di Villa Negroni, Carpaneto, Moro via Carpaneto10 La villa viene attribuita a metà del Cinquecento. Nel 1757 risultava esserne proprietario Giobatta Negroni, quindi passò alla famiglia Carpaneto ed infine ai Moro che la adibirono ad oleificio. Nel parco si ergeva una torre ottagonale (pare essere l’unica nel genovesato ad avere tale forma). Con la nuova urbanizzazione la torre è venuta a trovarsi al n.10 di via Carpaneto. Attualmente è utilizzata come scala di accesso ai vari appartamenti conglobati nella struttura creatasi.

sabato 18 settembre 2021

TORRI ANTICHE DI SAN PIER D’ARENA

Camminata culturale organizzata da

Pro Loco Sampierdarena San Teodoro – sito web
347 38 14 800


Gruppo culturale Amici della Cella – sito web
3497801818  –  3406071985

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