Quando si parla di Pro Loco, nell’immaginario collettivo compare spesso la stessa scena: una piazza, qualche tavolo, una cucina, un piatto della tradizione e una festa di paese.
Ed è vero: le Pro Loco organizzano anche sagre e manifestazioni enogastronomiche. Lo facciamo con orgoglio, perché valorizzare un prodotto tipico significa raccontare un territorio, custodirne le tradizioni e contribuire a mantenerne viva l’identità.
Ma le Pro Loco sono molto, molto di più.
A livello nazionale vengono organizzati ogni anno circa 110.000 eventi e soltanto una parte di essi è riconducibile alle tradizionali sagre e feste enogastronomiche.
Per comprendere le dimensioni e la straordinaria diffusione del mondo Pro Loco in Italia, vi invitiamo a guardare il video che racconta numeri, presenza e attività delle Pro Loco sul territorio nazionale.
Dietro la sigla “Pro Loco” esiste infatti un enorme patrimonio di volontariato, cultura, solidarietà, promozione turistica, assistenza, tutela delle tradizioni e partecipazione alla vita delle comunità.
Le Pro Loco nelle città
Nelle grandi città questo ruolo assume caratteristiche ancora diverse.
A Genova operano 16 Pro Loco, riunite nel Consorzio Pro Loco Genova, presenti nei diversi quartieri e profondamente legate alle comunità nelle quali operano.
Praticamente ogni settimana almeno una delle nostre Pro Loco organizza un’iniziativa.
Ma il numero degli eventi racconta soltanto una parte della nostra storia.
Le Pro Loco rappresentano un punto di incontro tra cittadini, associazioni, istituzioni e territorio. Svolgono quindi anche un ruolo “politico”, nel significato più antico e nobile della parola: occuparsi della polis, della comunità e del bene comune.
Un ruolo che viene esercitato senza appartenenze partitiche.
Le Pro Loco sono, e devono rimanere, assolutamente apartitiche. Collaboriamo con le Amministrazioni e con le Istituzioni indipendentemente da chi temporaneamente le governa.
La prima Pro Loco italiana nacque nel 1881.
Da allora sono cambiate generazioni, governi, amministrazioni e sistemi politici.
Per questo amiamo ripetere una frase semplice:
“I politici cambiano, le Pro Loco restano.”
Ma cosa fanno davvero le Pro Loco di Genova?
La risposta migliore viene da ciò che abbiamo fatto concretamente negli anni.
Abbiamo collaborato con biblioteche del territorio, mettendo quotidianamente a disposizione dei cittadini i principali giornali.
Abbiamo utilizzato anche il ricavato delle nostre sagre per sostenere associazioni impegnate nel sociale, come la Gigi Ghirotti.
Abbiamo contribuito all’installazione di due defibrillatori DAE in città, all’allestimento di un’ambulanza e abbiamo donato un’automedica.
Abbiamo organizzato giornate dedicate allo screening senologico gratuito.
Abbiamo assistito persone anziane nelle pratiche burocratiche e nell’utilizzo dei nuovi strumenti digitali, ad esempio per ottenere e utilizzare lo SPID.
Abbiamo aperto le nostre sedi alle persone con disabilità e realizzato mappe e percorsi turistici pensando anche alle esigenze delle persone fragili.
Abbiamo organizzato momenti di incontro e socialità per gli anziani, perché contrastare la solitudine significa prendersi cura di una comunità.
Il Consorzio si è inoltre dotato di un Disability Manager e di un delegato alle manutenzioni, perché l’attenzione al territorio deve trasformarsi anche in competenze e responsabilità concrete.
Solidarietà che supera i confini
La solidarietà delle Pro Loco genovesi non si è fermata ai confini della nostra città.
Abbiamo organizzato due missioni in Ucraina, portando farmaci, alimenti e altri generi necessari alle popolazioni colpite dalla guerra.
Ogni anno, in occasione della Pasqua, portiamo le uova ai bambini ricoverati all’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Un gesto semplice, che si ripete nel tempo e al quale teniamo particolarmente: perché essere vicini al territorio significa anche cercare di regalare un sorriso ai bambini e alle loro famiglie nei momenti più difficili.

Abbiamo organizzato cinque edizioni della Staffetta delle Pro Loco, collaborando nel corso degli anni con importanti realtà come AISM e UNICEF.
Sono iniziative diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa idea: essere utili.
Perché una Pro Loco non dovrebbe limitarsi a organizzare eventi. Deve essere parte attiva della comunità.
Cultura, memoria e identità
Una parte fondamentale della nostra attività riguarda la cultura.
Organizziamo presentazioni di libri, concerti, mostre fotografiche, esposizioni artistiche e iniziative dedicate alla storia e allo sport, comprese mostre di maglie calcistiche storiche.
Partecipiamo alle rievocazioni storiche e contribuiamo a mantenere vive tradizioni che appartengono alla memoria collettiva dei nostri quartieri.
Ogni anno organizziamo inoltre un Expo, occasione di incontro e valorizzazione delle realtà del territorio.
Abbiamo persino una strada dedicata al nostro mondo associativo: Via Pro Loco d’Italia, a Genova, un riconoscimento particolarmente significativo.
Raccontare Genova al mondo
Promuovere il territorio significa anche utilizzare gli strumenti del nostro tempo.
Recentemente abbiamo completato un progetto composto da 120 video turistici, dedicati a 12 luoghi di Genova e del Levante ligure e realizzati in 10 lingue.
Un progetto pensato per permettere a chi arriva da qualsiasi parte del mondo di conoscere il nostro territorio nella propria lingua.
Parallelamente abbiamo sviluppato una presenza digitale sempre più importante: il sito del Consorzio Pro Loco Genova ha raggiunto le 200.000 visualizzazioni mensili.
Abbiamo inoltre realizzato gemellaggi capaci di unire Genova ad altre comunità: con la Pro Loco di Carloforte, realtà profondamente legata alla storia genovese, e con l’Asociación Genovesa Argentina Carboneros Unidos – AGACU di Buenos Aires, mantenendo vivo quel grande filo che collega Genova alle comunità nate dall’emigrazione ligure nel mondo.
E continuiamo a comunicare anche attraverso un giornale mensile distribuito gratuitamente, che nel corso degli anni ha superato complessivamente un milione e mezzo di copie distribuite.
E sì, facciamo anche le sagre
Naturalmente organizziamo anche sagre.
E continueremo a farlo.
Perché una farinata, un piatto di trofie al pesto, la mostardella o un’altra specialità del nostro territorio non sono soltanto qualcosa da mangiare.
Dietro quei piatti ci sono storia, agricoltura, artigianato, famiglie, ricette tramandate, identità e memoria.
La gastronomia è cultura.
Ma ridurre le Pro Loco alle sagre significa vedere soltanto una piccolissima parte di ciò che migliaia di volontari fanno ogni giorno.
Pro Loco significa comunità
Forse, allora, dobbiamo cominciare proprio dalle parole.
“Pro Loco” significa letteralmente “a favore del luogo”.
Ed è esattamente ciò che cerchiamo di fare.
A favore dei nostri quartieri.
A favore della cultura.
A favore delle tradizioni.
A favore delle persone anziane e fragili.
A favore della solidarietà.
A favore del turismo.
A favore della memoria.
A favore di Genova.
Dal 1881 il mondo è cambiato enormemente. Le Pro Loco sono cambiate insieme alla società, assumendo nuove funzioni e affrontando nuove esigenze.
Ma una cosa non è cambiata: la volontà di essere al servizio delle proprie comunità.
Le sagre? Certamente.
Ma siamo molto, molto di più.
I politici cambiano. Le Pro Loco restano.











