Caro carburanti: una “Social Card” per il Terzo Settore?

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Una proposta a sostegno delle associazioni e dei volontari che ogni giorno si muovono per la Comunità

L’attuale situazione internazionale e le tensioni che interessano in particolare l’area mediorientale stanno producendo conseguenze economiche che riguardano direttamente anche il nostro Paese. Tra queste, una delle più immediatamente percepibili da cittadini, famiglie e imprese è certamente l’aumento del costo dei prodotti energetici e, in particolare, dei carburanti.

Il Governo italiano è intervenuto più volte negli ultimi mesi attraverso la riduzione temporanea delle accise, con l’obiettivo di attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi. In questi giorni si sta inoltre discutendo della possibilità di passare, successivamente, da interventi generalizzati a forme di sostegno più mirate, che possano tenere conto delle fasce di reddito e delle diverse situazioni economiche e professionali.

Un dibattito importante, all’interno del quale riteniamo possa trovare spazio anche una riflessione sul Terzo Settore e sul volontariato.

Quando spostarsi significa svolgere un servizio alla Comunità

In Italia migliaia di Enti del Terzo Settore svolgono quotidianamente attività di interesse generale grazie soprattutto all’impegno dei volontari.

Il pensiero va immediatamente alle Pubbliche Assistenze e alle organizzazioni impegnate nei servizi sanitari, sociosanitari e di trasporto, per le quali ambulanze e altri automezzi rappresentano strumenti indispensabili.

Ma il problema è molto più ampio.

Sono moltissimi i volontari che, per svolgere le attività delle proprie associazioni, utilizzano quotidianamente automobili e altri mezzi: per raggiungere persone fragili, trasportare materiali, organizzare iniziative sociali e culturali, assistere le comunità, distribuire generi alimentari, valorizzare i territori, realizzare manifestazioni oppure semplicemente raggiungere i luoghi nei quali è necessario prestare la propria opera.

Anche le Pro Loco conoscono molto bene questa realtà.

Dietro un evento, un’attività sociale, un’iniziativa culturale o un progetto di valorizzazione del territorio ci sono spesso volontari che percorrono chilometri utilizzando il proprio veicolo e sostenendone personalmente i costi.

Quando aumenta il prezzo dei carburanti, quindi, aumenta indirettamente anche il costo del volontariato.

Una “Social Card” per le associazioni virtuose?

Da questa considerazione nasce una proposta che intendiamo mettere a disposizione del dibattito pubblico e delle Istituzioni:

perché non valutare l’introduzione di una “Social Card carburanti” destinata agli Enti del Terzo Settore che svolgono effettivamente attività di interesse generale a favore della Comunità?

Non necessariamente un contributo generalizzato e indistinto, ma uno strumento costruito secondo criteri precisi, trasparenti e verificabili.

Potrebbe essere riservato, ad esempio, agli enti regolarmente iscritti al RUNTS e in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, parametrando l’agevolazione alla tipologia di attività svolta, al numero dei volontari, ai servizi effettivamente realizzati o ai chilometri percorsi per finalità associative.

La card potrebbe consentire l’acquisto di una quantità determinata di carburante a prezzo agevolato oppure riconoscere un credito destinato esclusivamente alle spese di carburante sostenute nello svolgimento delle attività istituzionali.

Modalità, criteri e sistemi di controllo dovrebbero naturalmente essere studiati dalle Istituzioni competenti, anche per evitare utilizzi impropri e garantire che le risorse pubbliche raggiungano realmente le organizzazioni che operano sul territorio.

Non un privilegio, ma un investimento sociale

Il principio alla base della proposta è semplice.

Un volontario che utilizza il proprio mezzo per prestare un servizio alla Comunità non sta sostenendo soltanto una spesa personale: sta mettendo tempo, competenze e spesso anche risorse economiche proprie a disposizione degli altri.

Analogamente, un’associazione che deve sostenere maggiori costi per spostamenti e carburante avrà inevitabilmente meno risorse da destinare alle proprie attività sociali.

Un eventuale sostegno al carburante destinato al Terzo Settore non dovrebbe quindi essere interpretato come un privilegio riservato alle associazioni, ma come uno strumento capace di moltiplicare il valore sociale delle risorse impiegate.

Aiutare chi accompagna una persona fragile, chi svolge servizi di assistenza, chi distribuisce alimenti, chi tutela un territorio, chi organizza iniziative culturali e sociali significa, in ultima analisi, sostenere le Comunità nelle quali tutti noi viviamo.

Apriamo una riflessione

Come Consorzio Pro Loco Genova intendiamo lanciare questa proposta senza alcuna connotazione politica, con spirito costruttivo e con la disponibilità al confronto.

Il caro carburanti rappresenta un problema complesso e siamo consapevoli che qualsiasi intervento richieda risorse, criteri rigorosi e adeguati strumenti di controllo.

Proprio per questo riteniamo che, nel momento in cui si studiano eventuali forme di sostegno mirate, possa essere utile prendere in considerazione anche il mondo del Terzo Settore.

La nostra vuole essere innanzitutto una domanda rivolta alle Istituzioni, alle reti associative nazionali e a tutte le organizzazioni che ogni giorno operano sul territorio:

possiamo immaginare una “Social Card” per sostenere la mobilità di chi si muove non per interesse personale, ma per prestare gratuitamente un servizio alla propria Comunità?

Forse vale la pena discuterne.

Perché sostenere il volontariato significa sostenere le persone, i territori e le nostre Comunità.

Enrico Mendace

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